Giornata Mondiale del Diabete : SI CELEBRA IL 14 NOVEMBRE ED È DEDICATA ALLE DONNE. PER L’OMS CI SONO 422 MILIONI DI DIABETICI NEL MONDO

Oggi nel mondo un adulto su tre è in sovrappeso e uno su dieci è obeso. Segno evidente che bisogna prestare più attenzione allo stile di vita. In particolare per le donne c’è il rischio di essere colpite da diabete gestazionale.

Il 14 novembre 2017 si celebra la Giornata mondiale del diabete, dedicata in particolare alle donne: ai fini di una sua prevenzione o di una diagnosi precoce si tengono – dal 6 al 18 novembre – tante iniziative gratuite grazie a Diabete Italia onlus. Sono previste circa 1000 iniziative nelle piazze, presso i Centri di diabetologia (dove si potranno verificare eventuali complicanze), dai medici di medicina generale e in una serie di farmacie (ad esempio nel Lazio hanno aderito le farmacie comunali). [1]

L’incremento dei diabetici nel mondo è uno principali allarmi a risuonare sul piano della salute mondiale. Secondo gli ultimi dati OMS ve ne sono 422 milioni nel mondo [2], di cui circa 147 milioni sono affetti da retinopatia diabetica, una delle principali complicanze. Nel Paesi sviluppati è la prima causa di cecità in età lavorativa (20-65 anni); tuttavia l’aumento più forte si registra nelle nazioni a medio e basso reddito. I tempi impongono, quindi, un miglioramento degli stili di vita: più attività fisica, miglioramento della dieta…

Occhio alla retinopatia diabeticaLa prevalenza del diabete è in aumento nel mondo, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, mentre in precedenza ciò avveniva principalmente nei Paesi benestanti. “Le cause – spiega l’OMS – sono complesse, ma in parte si deve all’aumento delle persone in sovrappeso, compreso l’incremento dell’obesità, e a una carenza diffusa d’esercizio fisico”. Le diverse forme di diabete possono provocare gravi complicanze che colpiscono parti del corpo come occhi, reni, piedi, nervi, cuore (rischio più elevato d’infarto) ed encefalo (maggiore rischio d’ictus).

Diabete Italia onlus scrive:

Quest’anno la Giornata mondiale del diabete ha inteso sottolineare in modo particolare l’importanza di un equo accesso alle cure per le donne con diabete o a rischio di svilupparlo. Accesso alle cure significa ai farmaci, alle tecnologie, alle informazioni e ai supporti necessari per essere il più possibile autonome e protagoniste nella gestione e nella prevenzione del diabete ottenendo così i migliori risultati.

Un problema serio sono le ineguaglianze di genere: esse, conclude Diabete Italia, “espongono in modo particolare le femmine ai principali fattori di rischio: alimentazione poco sana, sedentarietà, fumo e abuso di alcolici”.

L’iniziativa di Diabete Italia ha ricevuto, tra l’altro, il patrocinio dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, la quale fornisce opuscoli sulla retinopatia diabetica a ospedali e aziende sanitarie aderenti all’iniziativa affinché vengano distribuiti al grande pubblico.

Il 6 novembre si è tenuta a Roma una conferenza stampa per presentare le iniziative della Giornata mondiale del diabete. Il Presidente di Diabete Italia, l’ing. Gianni Lamenza, ha affermato:

Al centro c’è ancora il paziente con la sua capacità di curarsi una volta diagnosticato… Il diabete è il nemico numero uno. Per questo è importante la prevenzione.

Tuttavia laddove non fosse possibile prevenire il diabete sarà necessaria almeno una diagnosi tempestiva, che invece in circa il 30% dei bambini avviene in ritardo. Sono particolarmente a rischio i bimbi obesi, che in Italia sono presenti in numero elevato.

Secondo Diabete Italia un bambino su sette nasce da una madre a cui è stato diagnosticato un diabete gestazionale, che potrebbe poi restare come diabete di tipo 2 dopo la fine della gravidanza (quello meno grave, controllabile generalmente con un’alimentazione accorta [3]). In conclusione, per combattere il diabete ci sono tre chiavi: 1) una dieta corretta; 2) un’attività fisica regolare; 3) autocontrollo della glicemia (oppure suo controllo dal medico almeno una volta l’anno salvo diversa indicazione dello specialista).

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