La Rubrica di Simona Robotti

Ieri ho sentito due storie che reputo orribili. Una riguarda un ragazzino di 17 anni che ha accoltellato un coetaneo a scuola per uno sgambetto e l’ altra un gruppo di ragazzini che ha strappato di mano il bastone ad un anziano per poi usarlo contro di lui.
Io mi chiedo questo. Di chi è la colpa di questa gioventù così allo sbando, senza regole e senza voglia di averle?
Non posso dire la famiglia perché già una volta mi è stato risposto che io non sono genitore e che crescere un figlio è difficile ( e tuttavia continuo a pensare che non c’è obbligo nel fare figli e che la famiglia debba essere il primo luogo dove deve essere coltivata l’ educazione). Non può essere la scuola perché mi viene risposto che oggi gli insegnanti temono i genitori e per questo hanno le mani legate (e si ritorna alla responsabilità della famiglia). Non può essere la società perché mi viene risposto che i tempi sono cambiati, che non si può paragonare la società di oggi con quella dei nostri nonni o dei nostri genitori (salvo poi sapere che all’ epoca i ragazzi nulla avevano e che oggi hanno tutto ma si annoiano lo stesso).
Allora le cause dove vanno cercate? In un imbarbarimento delle nuove generazioni? Perché se ammetto, se ammettiamo questo, ammettiamo che la colpa non è di nessuno. Semplicemente si sta tornando all’ origine quando l’ uomo era ancora una via di mezzo tra essere umano e animale.
Non mi pare una giustificazione più ottimistica che dare la responsabilità alla famiglia, alla scuola o alla società. Mi pare anzi peggio. Perché se è così il progresso sta portando l’ uomo alla regressione

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