Influenza: il sistema ospedaliero nel complesso ha tenuto

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ stato dedicato ai provvedimenti presi dalla Regione per contrastare l’epidemia influenzale in Piemonte e l’affollamento dei pronto soccorso ospedalieri l’incontro che si è tenuto il 22 gennaio tra l’assessore regionale alla Sanità e i rappresentanti della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil.

In un contesto in cui le sindromi influenzali hanno colpito 370.000 piemontesi dall’inizio della stagione invernale e che nelle prime due settimane del 2018 ha registrato il picco più elevato degli ultimi anni con 64.000 accessi, la  Regione ha applicato i piani di contrasto all’emergenza che erano stati predisposti lo scorso autunno, con l’indicazione ai vertici delle aziende sanitarie di attivare il maggior numero di posti letto possibile, favorire le dimissioni dei pazienti che non necessitano più di ricoveri ospedalieri e sottoscrivere appositi accordi con le strutture di lungodegenza e Rsa. In totale sono stati 450 i posti letto recuperati negli ospedali dai reparti meno utilizzati e destinati ai pronto soccorso, a cui devono aggiungersi altri 200 posti letto attivati nelle Rsa. Le aziende sanitarie hanno inoltre provveduto ad assumere personale (medici, infermieri, Oss) per far fronte alle situazioni più critiche.

L’assessore alla Sanità ha rilevato che nel complesso il sistema ha tenuto, seppur di fronte ad alcune problematiche, come la necessità di rafforzare il rapporto tra la medicina territoriale e quella ospedaliera, che saranno affrontate con il nuovo Piano della cronicità che la Giunta regionale approverà nelle prossime settimane.

Regione e sindacati hanno poi stabilito di istituire urgentemente un tavolo tecnico per affrontare le questioni emerse, concordato sulla necessità di rimuovere alcuni vincoli nazionali sulle assunzioni di personale e ritenuto fondamentale che si proceda velocemente al rinnovo del contratto nazionale del comparto sanitario

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