Procede il riordino delle Ipab

Si avvia al termine il riordino delle Ipab, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza che si occupano soprattutto di attività socio-assistenziale, in attuazione della legge regionale approvata la scorsa estate.

Con due delibere approvata durante l’ultima riunione della Giunta regionale sono stati rivisti i procedimenti amministrativi che le Ipab, una volta divenute aziende, associazioni, fondazioni o intenzionate a fondersi, dovranno seguire, nonché i criteri generali per la contabilità delle aziende, la nomina dei commissari per gli istituti in riordino o sciolti, l’individuazione dell’ente destinatario del patrimonio di quelle inattive e estinte. Sono anche state stabilite le nuove linee guida per la vigilanza sugli organi e sull’attività amministrativa.

L’assessore alle Politiche sociali ci tiene a sottolineare che, grazie alla legge approvata dopo 16 anni di attesa, la Regione Piemonte persegue l’obiettivo di salvaguardare ed ottimizzare l’immenso patrimonio delle Ipab e, soprattutto, includere nel sistema del welfare piemontese più di 200 istituzioni, oltre alle 402 già privatizzate, che offrono servizi e strumenti per il benessere e la formazione dei cittadini.

La legge regionale di riforma riordina le Ipab in aziende pubbliche di servizi alla persona o in istituzioni private. La trasformazione viene attuata analizzando il valore di produzione dell’ente e dovrà consentire che l’attività di gestione sia improntata a criteri di efficacia ed efficienza, con valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati. Le istituzioni il cui valore medio della produzione, calcolato con riferimento agli ultimi tre anni di attività, è inferiore a 1.500.000 euro si trasformano in associazioni o fondazioni, quelle il cui valore medio si aggira tra i 1.500.000 e 2.000.000 di euro scelgono se trasformarsi in associazioni o fondazioni oppure in azienda, quelle il cui valore medio è superiore a 2.000.000 si trasformano in aziende. Il riordino comprende anche la possibilità di fusione di più Ipab, finalizzata a raggiungere le dimensioni più idonee per perseguire le finalità istituzionali e l’erogazione di servizi maggiormente qualificati e competitivi, in una logica di sviluppo delle proprie capacità gestionali e organizzative; questo processo di fusione potrà favorire il conseguimento di economie di scala mediante una razionalizzazione ed una maggiore economicità nella politica degli acquisti di beni e servizi ed un utilizzo più razionale delle risorse umane disponibili.

Dal 1° gennaio 2016 la funzione di vigilanza sugli organi e sull’attività amministrativa delle Ipab è stata riallocata in capo alla Regione Piemonte, che non è tuttavia l’unico organo preposto a questa attività essendo tali enti, secondo normativa, sottoposti ad ulteriori controlli, specie se si tratti di presidi socio-assistenziali o socio-sanitari, dagli organi competenti in materia, nonché da parte di autorità comunali, scolastiche e statali. In linea generale, nell’ottica della collaborazione, si privilegia un controllo non meramente formale e sanzionatorio, bensì diretto a favorire la risoluzione dei problemi e, ove possibile, a prevenirli, anche con misure concordate con gli amministratori degli enti vigilanti e con gli enti locali interessati.

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