COMPARTECIPAZIONE DEI COMUNI AL CONTRASTO ALL’EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA

Settembre 2017

Il premio per la compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale fu introdotto nel 2010 dal decreto correttivo di luglio dove si stabiliva che ai Comuni venisse riconosciuta la quota del 100% di quanto recuperato dei tributi nazionali (IRPEF, IVA, IRES, ecc.), mentre le imposte regionali (Addizionale IRPEF, IRAP e Bolo Auto dovevano afre una convenzione con le Regioni.

Con il Decreto sul federalismo fiscale (DLGS 23/2011), che regola il fisco municipale fi introdotto il principio strutturale del premio della compartecipazione die Comuni al contrasto all’evasione  fiscale, ma al 50%.

Poi con il decreto di Agosto 2011 (introduzione Consigli Tributari), e con il Salva Italia e poi via, via con i Decreti mille proroghe si è stabilito che la quota almeno fino al 2019 che resta ai Comuni per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione sia fissata al 100% del recuperato.

Da un’elaborazione della UIL Servizio Politiche Territoriali si evince come rallenta, negli ultimi due anni, il totale del premio riconosciuto ai Comuni per la loro compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale  e contributiva.

Infatti quest’ano le somme spettanti ai comuni per la partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2016 ammontano a 13,3 milioni di euro a fronte dei 17 milioni di euro dell’anno precedente con una diminuzione del 21,9% (3,7 milioni di euro).

Ma già l’anno precedente era in calo sul 2014 dove si è toccato l’apice con un incasso di 21,2 milioni di euro, infatti si è passati dai 1,1 milioni di euro del primo anno (2010), ai 2,9 milioni di euro del 2011, transitando per i 10,9 milioni di euro del 2012 e ai 17,7 milioni di euro del 2013.

Lo scorso anno sono stati 517 i Comuni (il 6,7% del totale dei Comuni esclusi quelli ubicati in Trentino Alto Adige che hanno una lor legislazione), che hanno partecipato con la loro attività a contrasto all’evasione a fronte dei 559 dell’anno precedente.

A livello regionale, in valori assoluti in Lombardia 124 Municipi hanno accertato “infedeltà fiscali”; in Emila Romagna 100 Municipi; in Veneto 55 municipi; in Toscana 53 Municipi; in Sicilia 25 Municipi.

Viceversa, se si esclude la “maglia nera” della Basilicata dove nel 2016 nessun Comune ha attivato accertamenti fiscali e contributivi (nell’anno precedente c’era il Comune di Melfi), in Val d’Aosta solo 2 Comuni hanno accertato evasione fiscale; nel Lazio 4 comuni; in Puglia 5 Comuni; in Abruzzo 7 Comuni; in Umbria 9 Comuni.

Mentre se si calcola l’incidenza percentuale dei Comuni che hanno attivato accertamenti sul totale degli stessi, in Emilia Romagna il 30% del totale dei Comuni ha ricevuto il premio per la sua azione di contrasto all’evasione fiscale  e contributiva, in Toscana il 19,2%; in Umbria il 9,8%; in Veneto e Molise il 9,6%.

 

Al contrario nel Lazio solo l’1,1% del totale dei Comuni ha attivato i procedimenti; in Puglia l’1,9%; in Campania il 2%; in Calabria il 2,2%; in Abruzzo il 2,3%.

In Valori Assoluti il Lombardia il premio riconosciuto ai Comuni ammonta a 5,2 milioni di euro, in Emilia Romagna a 3,1 milioni di euro; in Liguria 1,1 milioni di euro; in Toscana 915 mila euro.

Mentre in Val d’Aosta il premio è stato di 1.775 euro; in Puglia di 3.613 euro; in Molise di 4.572 euro; in Umbria di 7.392 euro; in Sardegna di 26.652 euro.

A livello provinciale a Bergamo hanno accertato evasione fiscale 29 Comuni; a Brescia 28; a Modena 25; a Vicenza 24; a Milano 21; mentre 21 Province (Foggia, Messina ecc.), solo 1 comune in ognuna di essa ha accertato irregolarità fiscali.

Se si calcola l’incidenza percentuale dei Comuni che hanno attivato accertamenti sul totale degli stessi, in provincia di Modena il 53,2% del totale dei Comuni ha ricevuto il premio per la sua azione di contrasto; in provincia di Ravenna il 50%; in provincia di Reggio Emilia e Firenze il 35,7%; in provincia di Trieste il 33,3%.

“Maglia nera” la provincia di Messina dove solo lo 0,9% del totale dei Comuni ha accertato irregolarità; in provincia di Oristano, Frosinone, Alessandria, solo l’1,1%.

In valori assoluti i Comuni ubicati in provincia di Milano hanno incassato complessivamente 2,7 milioni di euro; in provincia di Brescia 1,2 milioni di euro; in provincia di Genova 1 milione di euro; in provincia di Bologna 858 mila euro; i provincia di Torino 833 mila euro.

 

In provincia di Crotone l’incasso è stato di 7 euro; nelle province di Oristano, Foggia, Isernia, Vibo Valentia di 50 euro.

Tra i 517 Comuni che hanno attivato lo scorso anno l’attività di contrasto all’evasione fiscale vi sono 71 Città capoluogo di provincia su 107.

A livello di singoli Comuni la Città di Milano lo scorso anno ha incassato 1,7 milioni di euro; Genova 991 mila euro; Torino 689 mila euro; Reggio Emilia 597 mila euro; Prato 524 mila euro.

A Sant’Ilario in provincia di Reggio Emilia il Comune ha incassato 4 euro; Isola capo Rizzuto (KR) 7 euro; Fuscaldo (CS) 25 euro.

Roma Città capitale ha invece incassato solo 108 mila euro.

Se si analizza il dato di confronto con l’anno precedente in  45 Città Capoluogo su 71, l’incasso nel 2016 è diminuito rispetto all’anno precedente.

I dati che emergono dall’analisi, conclude Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL – sono alquanto deludenti, se si paragonano agli aliti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese.

I Comuni devono e possono, invece, fare molto in chiave anti evasione, non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse al livello locale, ma anche perché una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva  permette di ristabilire equità e giustizia sociale.

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