COLDIRETTI PIEMONTE: AL VIA LA PETIZIONE #STOPCIBOFALSO

A rischio “fake” nel carrello della spesa un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che ha smascherato la lista dei prodotti della spesa più a rischio in occasione dell’avvio della raccolta firme sulla petizione #stopcibofalso per chiedere al Parlamento Europeo che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che portano in tavola.

Nonostante i passi in avanti che abbiamo fatto grazie alle battaglie portate avanti dalla nostra Organizzazione, un ultimo esempio è l’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria per il riso e la pasta, restano ancora ampi margini di miglioramento – spiegano Roberto Cabiale vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Questa petizione vuole difendere le nostre produzioni ed il lavoro dei nostri imprenditori, bloccando le speculazioni che ostacolano l’economia del territorio. Basti pensare che, ad esempio, la frutta trasformata, come mele, kiwi e pesche di cui il Piemonte è tra i maggiori produttori, resta anonima. Non è un caso che 9 italiani su 10 ritengano importante per la sicurezza alimentare conoscere la provenienza del cibo che consumano. Si tratta, quindi, di una battaglia di civiltà per garantire la salubrità di quanto viene consumato sulle nostre tavole. L’indicazione di origine – concludono Cabiale e Rivarossa – permette di contrastare quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia e di rafforzare la lotta alle agromafie, oltre che prevenire le falsificazioni”.

In Piemonte è possibile firmare la petizione sul sito www.piemonte.coldiretti.it, presso tutti i mercati di Campagna Amica diffusi nelle varie province (per l’elenco consultare il sito www.campagnamica.it) e negli uffici Coldiretti presenti in modo capillare sul territorio. Inoltre, invitiamo i consumatori a sostenere la campagna #stopcibofalso sui social network di Coldiretti e Terranostra Piemonte (pagina Facebook, Twitter ed Instagram).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.