Accatastamento fabbricati, chiarimenti delle Entrate

Continua a far discutere la vicenda dei fabbricati, prevalentemente montani, non più utilizzati, per i quali l’Agenzia delle Entrate chiede l’accatastamento. L’Agenzia nei mesi scorsi aveva inviato circa 150.000 lettere chiedendo ai proprietari degli immobili di accatastare edifici rurali mai registrati: per gli inadempienti sono previste multe da 172 euro in caso di ravvedimento operoso fino a 8.264 euro. L’Agenzia precisa che sono tra gli immobili da accatastare tutti quelli dotati “di autonomia funzionale e reddituale”, mentre è escluso un lungo elenco di edifici, quelli con superficie coperta inferiore a 8 metri quadri, serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale, vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni, manufatti isolati privi di copertura e tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri, purché di volumetria inferiore a 150 metri cubi. Gli immobili dovranno comunque essere segnalati (senza multe) all’Ufficio dell’Agenzia che ha trasmesso l’avviso bonario, utilizzando il modello cartaceo allegato alla lettera di giugno. Ricordiamo che i fabbricati collabenti, accatastati in categoria F/2, senza rendita, non pagano né Ici né Imu per assenza “di base imponibile”, come ha recentemente stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 19 luglio 2017 n. 17815

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