Un progetto contro i disturbi del comportamento alimentare

Per contrastare patologie complesse come anoressia, bulimia e disturbo da “binge eating”, che costituiscono una vera e propria emergenza sociale tra le giovani e giovanissime, la Commissione Pari opportunità della Regione Piemonte lancia “Io e il cibo”, un concorso fotografico che vuole cogliere le rappresentazioni degli adolescenti sul tema dell’alimentazione e dei comportamenti alimentarichiedendo alle ragazze e ai ragazzi tra i 14 e 16 anni di esprimere il loro rapporto con il cibo tramite un’immagine corredata da una didascalia.

L’iniziativa, presentata il 19 gennaio in Regione alla presenza delle assessore alle Pari opportunità e all’Istruzione, della presidente e della vicepresidente della Commissione, è realizzata in collaborazione con l’istituto di ricerca e formazione Eclectica e si basa sul fatto che parlare di disturbi del comportamento alimentare direttamente agli adolescenti può essere controproducente, in quanto può innescare processi di imitazione e identificazione. Si è quindi scelto di arrivare a parlare e discutere della rapporto-relazione corpo-cibo in maniera indiretta, attraverso la proposta di un contest fotografico e di una campagna di sensibilizzazione unita a un concorso su alcuni problemi di salute che non associamo direttamente all’alimentazione, ma ne sono strettamente collegati, come l’osteoporosi.

Dal 20 gennaio al 28 febbraio 2018 sul sito www.ioeilcibocontest.net i giovani interessati potranno caricare gli scatti fotografici che simboleggiano il loro rapporto e la loro idea di cibo (inteso in senso ampio come alimento, elemento di socialità ma anche come problema), accompagnandoli da una breve descrizione e dalle motivazioni che hanno portato a realizzarli, secondo la tecnica del cosiddetto Photovoice. Una commissione esaminatrice di esperti valuterà il materiale, sulla base della qualità e originalità delle immagini, e individuerà i vincitori che saranno premiati nel corso di un evento regionale, in programma in primavera e dedicato al tema della prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare. Il concorso è indirizzato agli studenti del biennio delle scuole superiori e delle agenzie formative piemontesi che, grazie alla collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, diffonderanno l’iniziativa, promossa anche attraverso i canali social Facebook (pagina “Io&ilcibo”) e Instagram (profilo “ioeilcibo_contest”).

E’ stato anche presentato un altro progetto sostenuto dalla Commissione regionale Pari opportunità, dal titolo “Osteoporosi non solo un problema per vecchi”; si tratta di una campagna di sensibilizzazione e di un concorso a premi rivolto agli studenti delle scuole superiori di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta che affronta il tema dei disturbi del comportamento alimentare invitando le classi a riflettere e produrre elaborati, sotto forma di inchiesta, serie di diapositive o video, sui rischi legati all’anoressia, come l’osteoporosi precoce e l’amenorrea. Promossa dall’Associazione Prevenzione Anoressia Torino (Pr.A.To.) e dal Rotary Distretto 2031 (Torino, Piemonte Nord e Valle d’Aosta) e Distretto 2032 (Piemonte Sud e Liguria), l’iniziativa ha già ottenuto quest’anno l’adesione di 27 istituti superiori piemontesi, di cui 7 a Torino, 4 ad Asti, 2 ad Alessandria, Pinerolo e Biella, uno a Lanzo, Settimo T.se, Stresa, Vercelli-Crescentino, Casale Monferrato, Cuneo, Mondovì, Nizza Monferrato, Saluzzo, Villanova.

Le due assessore regionali hanno messo in evidenza che è fondamentale che il tema sia affrontato sotto i punti di vista sanitario, culturale ed educativo, coinvolgendo i ragazzi in iniziative capaci, con un linguaggio a loro vicino, di indurre a riflettere sull’importanza di instaurare un rapporto corretto con il cibo e con il proprio corpo. E che per questo, nel mese di dicembre, la Regione Piemonte ha rinnovato il protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale per la promozione ed educazione alla salute negli istituti scolastici. Inoltre, hanno aggiunto che è necessario imparare a non voltare lo sguardo dall’altra parte quando ci si trova in presenza di problemi di questo genere, perché troppo spesso chi sta vicino a qualcuno che soffre di questi disturbi fa finta di non comprendere.

I disturbi del comportamento alimentare hanno un impatto pesante sulla qualità della vita di chi ne soffre e delle loro famiglie e, se non curati, possono compromettere la salute, causando disturbi gravi (osteoporosi precoce, ulcere gastriche, erosione dei denti, amenorrea, problemi cardiaci) e comportando un rischio significativo di morte prematura. A soffrirne sono soprattutto le giovani donne fra i 12 e i 35 anni, ma l’età si sta pericolosamente abbassando, con esordi già a 9-10 anni. E il fenomeno è in aumento anche nella popolazione maschile, arrivando a percentuali del 15%.

In Piemonte il fenomeno interessa, con diversi livelli di gravità, 14.500 adolescenti. E sono circa 3.000 le persone che in un anno si rivolgono ai servizi specialistici e oltre 1.000 quelle che contattano i centri di riferimento. Nel 2016 sono state seguite dai servizi di neuropsichiatria infantile 226 ragazze. Alla Città della Salute di Torino è attivo il Centro pilota per la cura dei disturbi del comportamento alimentare, al Sant’Anna il Centro amenorree e alle Molinette le strutture di dietetica e nutrizione clinica e di psichiatria operano insieme. All’ospedale di Lanzo c’è un centro di primo livello, mentre a Cuneo è attivo un centro diurno.

 

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