Più tutela per il pane fresco

La Giunta regionale ha approvato nel corso della riunione del 1° dicembre il nuovo regolamento sulla panificazione, che punta a tutelare la produzione di eccellenza di un alimento sempre presente nelle tavole ma del quale non si è in grado di verificarne pregi e difetti qualitativi al momento dell’acquisto.

Frutto di un lungo lavoro di confronto tra gli uffici regionali e le associazioni di categoria, la disciplina permette così di realizzare quelle indispensabili distinzioni sul prodotto finale capaci di eliminare la asimmetria informativa tra chi vende e chi compra a tutela della qualità dei produttori e dei consumatori.

Secondo le nuove disposizioni, è da considerare pane fresco quello messo in vendita entro e non oltre la giornata in cui è stato concluso il processo produttivo e che deve essere esposto in scaffali distinti e separati rispetto alle altre tipologie. In altri scaffali deve essere esposto il pane conservato, venduto cioè in un giorno diverso da quello di produzione, che va confezionato con l’indicazione della data e la dicitura che ne evidenzi stato e metodo di conservazione, nonché le eventuali modalità di consumo. Le imprese che procedono alla cottura o doratura finale di impasti intermedi, crudi o precotti, devono poi esporre un apposito avviso al consumatore che chiarisca come il loro lavoro nella fase di panificazione consista solo nell’ultima fase del passaggio in forno.

Inoltre, la Regione si impegna per assicurare un’offerta formativa adeguata alle differenti esigenze del settore, dalla formazione di giovani alla specializzazione degli adulti e alla riqualificazione per il reinserimento lavorativo.

Presentando il regolamento, l’assessora alle Attività produttive, Giuseppina De Santis, ha messo in luce che “ci muoviamo in un quadro normativo complesso, con implicazioni soprattutto comunitarie, ma crediamo di aver individuato delle soluzioni ragionevoli per accogliere le legittime richieste delle associazioni dei panificatori. Il prossimo passaggio potrà essere la revisione del disciplinare per l’eccellenza dell’impresa artigiana della panificazione, nell’ambito della quale ragionare su possibili forme di sostegno”.

L’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha sostenuto che si tratta di “un passo importante per la trasparenza, in attesa del pane piemontese certificato, su cui stiamo lavorando da tempo con tutta la filiera per promuoverlo. Inoltre, il regolamento permetterà finalmente al consumatore di distinguere tra il pane fresco e quello realizzato su una base semilavorata o surgelata, che spesso proviene da fuori Italia”.

In Piemonte sono oltre 2500 gli artigiani panificatori e, ad oggi, 345 tra loro sono in possesso del marchio Eccellenza Artigiana, facendo registrare la presenza più consistente di tutto il settore alimentare.

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