Nuovo regolamento edilizio

edilizia, impalcature

Adeguare le norme regionali al regolamento edilizio tipo nazionale. È quanto contenuto nella delibera approvata a maggioranza dal Consiglio regionale martedì 28 novembre.
Il nuovo regolamento andrà a sostituire quello in vigore dal luglio del 1999.
L’adeguamento con la normativa piemontese si è reso necessario a seguito dell’intesa raggiunta nell’ottobre dello scorso anno tra Governo, Regioni e Comuni.
ll regolamento edilizio tipo regionale si compone di due parti: la prima contiene le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi e le disposizioni da applicare su tutto il territorio regionale.
La seconda definisce le norme in base alla quali i comuni saranno tenuti, nell’esercizio della propria autonomia regolamentare, a garantire qualità, sicurezza e sostenibilità delle opere edilizie, dei cantieri e dell’ambiente urbano.
Dalla data di pubblicazione, i comuni avranno 180 giorni di tempo per adeguare i propri regolamenti edilizi al testo regionale e applicare la norme transitorie per recepire gradualmente le nuove definizioni.
“Lo scopo è quello  di  continuare il percorso di uniformazione dei regolamenti edilizi comunali intrapreso nel 1999 – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Alberto Valmaggia, recependo quanto disposto a livello nazionale, ma garantendo altresì la gestione dell’attività edilizia-urbanistica transitoria senza modificare le previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti. Il recepimento delle nuove definizioni dei parametri edilizi sarà gestito secondo i principi di autonomia comunale con l’approvazione della prima variante generale che il singolo comune adotterà”.
“Diciotto anni fa vedeva la luce la legge 19 che ha permesso di rendere più uniformi le regole in 1150 comuni – ha spiegato Elvio Rostagno (Pd) – in quegli anni si sentiva l’esigenza di ridurre le complessità normative. Ci auguriamo che l’adeguamento che approviamo oggi non sia troppo complesso. Il prossimo passo sarà quello di adeguare i manuali, che rappresentano un importante supporto per le amministrazioni”.
Per Paolo Mighetti (M5S) “questa omogeneizzazione farà bene al settore edilizio, come 5 stelle abbiamo portato alla luce i problemi che i Comuni avevano nell’interpretazione delle norme. L’adeguamento non sarà semplicissimo per i Comuni, sarà necessario lavorare alla pianificazione per ambiti sovracomunali e far sì che che l’urbanistica sia semplice, meno di carta e più di progetto urbanistico. In questo consiglio dovremo discutere di come i progetti debbano essere centrali: è il momento di agevolare attraverso la riduzione del costo di costruzione interventi di rigenerazione urbana e non solo di ristrutturazione”.
Forza Italia, per voce di Diego Sozzani, ha sollevato alcune perplessità: “Temiamo che queste norme non siano così semplici e di facile approvazione nei Comuni. Alcuni nostri emendamenti sono stati accolti in Aula, ma nonostante questi miglioramenti il provvedimento resta dannoso, perchè avremmo dovuto completamente riscriverlo”.
“Ci sono norme positive in materia di sostenibilità ambientale e risparmio energetico” per Silvana Accossato(Mdp). “Spesso diamo risposte emergenziali o estemporanee, con il nuovo regolamento abbiamo uno strumento per passare dalla teoria alla pratica, costruendo edifici più sostenibili. Otterremo interventi tangibili e misurabili per la qualità dell’aria”.
Infine Gianluca Vignale (Mns) ha sottolineato che “se tutte le regioni si fossero comportate in modo virtuoso come il Piemonte, oggi avremmo una situazione paesaggistica diversa in Italia. Il nostro territorio ha una conformazione peculiare, montagne, pianure, colline. A volte nel tentativo di semplificare rischiamo di complicare. Una visione piemontese di un regolamento nazionale forse sarebbe stata la strada migliore”.

 

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