Le modifiche al regolamento per l’assegnazione degli alloggi di riserva per l’emergenza abitativa di Giorgio Abonante

La posizione e il contributo del gruppo consiliare del Pd

Nei giorni scorsi è stato dibattuto e votato in aula il nuovo regolamento per l’assegnazione delle case per emergenza abitativa. La maggioranza ha voluto introdurre un criterio fortemente premiale per anzianità di residenza nel Comune di Alessandria con punteggi a crescere. Meccanismo a nostro giudizio di dubbia legittimità perché non previsto della normativa regionale ma, soprattutto, penalizzante per chi vive una vera condizione di disagio.

Noi avevamo un obiettivo chiaro da raggiungere ed era quello di iniziare a introdurre nel sistema regolamentare comunale il riconoscimento di due condizioni purtroppo crescenti nella società odierna: genitori separati o divorziati che vivono soli e donne vittime di violenza. Riteniamo che, quando si parla di diritti sociali, se si vuole costruire una comunità più sicura e più coesa, si debba partire da un approccio pragmatico che, se manca, rischia di portare il decisore pubblico a introdurre dinamiche esclusive. I bisogni emergenti devono essere per prima cosa conosciuti e, per questa ragione, avevamo chiesto di costituire un gruppo di lavoro Comune, Osservatorio, Cissaca proprio per studiare i dati sulle nuove povertà in Alessandria. Richiesta respinta dalla maggioranza che ha preferito arrivare in aula con un provvedimento di fatto ideologico.

Ci siamo rifatti ai dati riportati dall’Istat e da Caritas per avere conferme su quanto vediamo purtroppo tutti i giorni.

La difficile situazione sociale determinata dalla crisi economica è resa più pesante in Italia da “gravi e crescenti difficoltà derivanti purtroppo dalla rottura dei rapporti coniugali, sia a livello occupazionale sia abitativo”. Già nel ‘Rapporto 2014’ della Caritas sulla povertà e l’esclusione sociale intitolato ‘False partenze’, il 66,1% dei separati che si rivolgono alla Caritas dichiara di non riuscire a provvedere all’acquisto dei beni di prima necessità. Prima della separazione erano solo il 23,7 per cento. Rispetto al pre separazione, quando il 43,7% degli intervistati viveva in abitazioni di proprietà e il 42% in affitto, la situazione nel post separazione risulta decisamente alterata. Dichiara di aver cambiato abitazione l’87,7% degli uomini contro il 53,1% delle donne.

Dati che trovano conferma nella sezione “Indicatori di separazioni dei coniugi per anno in Piemonte”

http://www.istat.it/it/piemonte/datiqt=gettable&dataset=DCIS_SEPARAZIND&dim=5,0,0&lang=2&tr=0&te=0

Altra condizione di disagio purtroppo crescente è quella delle donne vittime di violenza, anche qui ci rifacciamo alla fonte Istat: vittime di reati di stalking e violenza sessuale, 80% donne, 90% donne. Con buona pace di quella parte di destra della maggioranza che voleva emendare il testo riconoscendo parità tra uomo e donna vittime di violenza. Assurdo. Ma occorre riconoscere che Lega e Forza Italia hanno mostrato equilibrio e fermezza bocciando la proposta.

Riassumendo, il gruppo PD ha mediato con la maggioranza, astenendosi sul provvedimento generale, per segnare un primo ma significativo passo avanti nel provare a dare risposte a queste due categorie di persone, cittadini in difficoltà prima ignorati dal “Regolamento emergenza abitativa”. Pensiamo di aver dato il nostro contributo affinché il provvedimento uscisse dall’aula anche con qualche elemento migliorativo.

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