Chiamate indesiderate, arriva la legge sul telemarketing selvaggio

Il Senato ha approvato la norma sulle chiamate indesiderate. “Finalmente un freno alle telefonate moleste. Anche se il testo non è l’ideale, si tratta di un indubbio passo avanti contro il telemarketing aggressivo” commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Come più volte l’Unione Nazionale Consumatori ha sostenuto, negli ultimi mesi, nell’ambito della campagna STOP ALLE CHIAMATE INDESIDERATE, lanciando anche la petizione #nondisturbarmi per chiedere la riforma del sistema, non esistevano fino a questa legge delle regole severe ed efficaci che mettessero un freno all’aggressività di alcuni operatori; d’altra parte il Registro Pubblico delle Opposizioni, che doveva servire a chi si iscrive per esprime il diritto di opposizione alle chiamate di telemarketing si è rivelato un fallimento.

La legge approvata dal Senato ecco in concreto cosa prevede:

  • al registro opposizioni si possano iscrivere anche i numeri di telefonia mobile e siano ammessi tutti i numeri, anche quelli assenti dagli elenchi pubblici;
  • una volta iscritti al registro, tutti i consensi dati in precedenza (sia online che offline) vengano cancellati;
  • gli operatori dei call center indichino all’utente come hanno ottenuto i suoi dati personali (da elenchi pubblici o dall’acquisto di banche dati).

Uno degli aspetti del disegno di legge su cui il dibattito è stato più acceso è il cosiddetto “prefisso unico”: una prima version del ddl prevedeva infatti che tutte  le chiamate pubblicitarie fossero riconoscibili da un codice che sarebbe lo stesso per tutte le società di call center. La lobby dei call center ha però ottenuto una modifica: il prefisso unico anti-scocciatori raddoppia, uno per riconoscere le chiamate commerciali ed un altro per le indagini statistiche. Inoltre il testo consente ora agli operatori che non si adeguano al prefisso unico, la facoltà di presentare l’identità della linea a cui possono essere contattati.

IL NOSTRO COMMENTO ALLE ULTIME MODIFICHE

“Anche se la lobby dei call center ha fatto di tutto per affossare il provvedimento, riuscendo ad ottenere, con il solito ricatto occupazionale, un peggioramento del testo, resta comunque un passo avanti rispetto allo status quo, importante per ridurre le telefonate moleste” commenta il Presidente Massimiliano Dona.”Era importante mettere un punto fermo e non vanificare il lavoro svolto fino ad ora dalle Commissioni” conclude Dona.

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