Omicidio a Siracusa: marito uccide la moglie 19enne

La vita di Laura è durata meno di 20 anni, difficili e sofferti. Ma adesso c’era la prospettiva di una famiglia tutta sua, e c’erano due figli già nati, uno di 3 anni e l’altra di appena 8 mesi: l’orizzonte di un futuro. Ora però che i carabinieri hanno trovato il suo corpo martoriato dalle coltellate, gettato dentro un pozzo artesiano nelle campagne tra Canicattini Bagni, il suo paese, e Noto, i sogni, le attese, la voglia di riscatto di Laura Petroliti non ci sono più. Cancellate, con i sospetti che rapidamente si sono addensati su chi quel futuro si era incaricato di scrivere con lei: il suo compagno, Paolo Cugno, papà della bimba più piccola, ieri sera ha confessato l’omicidio dopo un interrogatorio in caserma.

Il comandante provinciale di Siracusa, il colonnello Luigi Grasso, dice che «la situazione della coppia non ci appare serena. Sembra che litigassero spesso». Più espliciti familiari amici: «Lui era un violento – dicono due zie della ragazza – litigavano sempre, lui la picchiava ma lei non ha mai fatto una denuncia».

Per Laura e Paolo sabato sera doveva essere una sera di svago tutta per loro, tanto che avevano lasciato la bimba piccola a casa del nonno, il papà di lei. L’altro figlio della giovane, il più grandicello avuto da una precedente relazione, vive con la madre dell’ex compagno. Cosa sia accaduto dopo che i due hanno lasciato la casa del padre di lei, non è chiaro.

Una vita complicata quella di Laura. La madre era andata via quando lei era ancora molto piccola e per questo la giovane era seguita dai servizi sociali: «Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere – scriveva su Facebook – metti le mie scarpe… vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate… cadi dove sono caduta io e soprattutto prova a rialzarti come ho fatto io».

Il sindaco di Canicattini, Marilena Miceli, la conosceva bene perchè la seguiva da quando era assessore ai servizi sociali: «Una ragazza sfortunata, ma ora sembrava avesse trovato un equilibrio diventando mamma, avendo accanto sia suo padre sia i genitori del compagno». Laura ha sempre vissuto proprio con il padre, per cui esibiva un grande amore. E’ stato lui il primo a preoccuparsi, sabato sera, quando la figlia non è tornata a casa. Le ha telefonato, poi ha chiamato Paolo, ma nessuno ha risposto, i cellulari erano spenti. Allora l’uomo è andato dai carabinieri di Canicattini Bagni, il paese a una ventina di chilometri da Siracusa dove vivono i protagonisti di questa brutta storia, e ha dato l’allarme: «Non ho notizie di mia figlia, sono preoccupato». Le ricerche sono cominciate subito.

Poi, ieri a mezzogiorno, un carabiniere ha sollevato il coperchio metallico di quel pozzo e Laura era lì, appena sotto l’imboccatura perchè una sbarra aveva impedito al corpo di precipitare nel fondo, lì dove chissà se e quando sarebbe stato ritrovato. Il medico legale dice che la morte risale alle 22 di sabato: è quella l’ora in cui è finita la vita sfortunata e difficile di una giovane mamma piena di sogni che solo tra un mese avrebbe compiuto 20 anni. Tradita da chi doveva amarla. E con quel nome della contrada dove il suo corpo è stato trovato, “Tradituso”, che sembra tanto un’accusa e un epitaffio.

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