Nel 2018 sacchetti biodegradabili a pagamento al supermercato. Aumenti fino a 12 euro in più all’anno. Polemica sui social

La rivolta dei sacchetti della spesa è iniziata e ha trovato il suo terreno di scontro sui social network. È intervenuta la politica e c’è stata anche l’immancabile fake news. Gli italiani si sono divisi sui nuovi bioshopper biodegradabili e compostabili, a pagamento, utilizzati per gli alimenti ed entrati in vigore dal 1 gennaio 2018. C’è chi è a favore perché crede tuteli l’ambiente e chi considera la misura eccessiva e costosa ed arrivato perfino a pesare e prezzare frutta e verdura singolarmente per evitare di pagare il sacchetto. ​

​​​​​​Soltanto l’Italia dal 1° gennaio di quest’anno, tramite un emendamento inserito nel decreto legge Mezzogiorno, ha deciso far pagare ai clienti i sacchetti sotto i 15 micron. Prendendo alla lettera una direttiva comunitaria del 2015 che incoraggiava i Paesi membri ad abbandonare i sacchetti di plastica biodegradabile e compostabile monouso. Quelli che vengono usati per contenere frutta e verdura.

l’aumento oscillerà fra 4,17 e 12,51 euro il prezzo che ogni famiglia dovrà aggiungere quest’anno alla spesa alimentare fatta in supermercati e ipermercati. A fare la stima su questo ulteriore peso al budget familiare è l’Osservatorio di Assobioplastiche. Questo ha compiuto una prima ricognizione nella grande distribuzione, in occasione dell’entrata in vigore, ieri appunto, della legge 123/2017, il cosiddetto decreto Mezzogiorno, approvato lo scorso agosto, in cui si indica che queste buste non possono essere gratis. Nella ricognizione compiuta dall’Osservatorio in una dozzina di grandi magazzini alimentari, il costo di ogni singolo sacchetto è risultato compreso fra 1 e 3 centesimi. Assobioplastiche ricorda che il consumo di buste si aggira tra i 9 e i 10 miliardi di unità, per un consumo medio di ogni cittadino di 150 sacchi all’anno

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