Chiudono anche fornai e tabaccai: la lenta agonia del centro storico di Alessandria

Per il commercio alessandrino del centro storico, sono stati due mesi e mezzo disastrosi. Metri di carta marrone e di cellophane semi trasparente sono stati sistemati in vetrine ormai vuote, sotto le luci spente e dietro saracinesche tirate giù, a volte con un sospiro di sollievo.  

 VIA LE BOTTEGHE STORICHE  

Ai tavolini dei bar si commenta pesantemente una situazione che «non è mai stata così grave», con quella chiusura della polleria storica di via San Lorenzo che anche gli stessi commercianti hanno preso davvero male. Li ha demoralizzati pensare che pure chi ha un bagaglio di esperienza, clienti, capacità imprenditoriali da poter spendere non riesca a tenere aperto sei giorni su sette. E non importa cosa ci sia realmente «dietro» a certe chiusure: sono comunque punti bui in una città che già buia lo è stata (e molto) con il dissesto. E che sperava in una risalita.  

UN ANNO TERRIBILE  

L’anno è iniziato male, con la chiusura del ristorante Il Grappolo , poi con quella (annunciata, certo, ma non meno dolorosa) del Caffè Marini, il bar del Teatro Comunale . Ecco infine Boano, pochi giorni fa . In mezzo, una costellazione di «fallimenti»: cancelli sbarrati in corso Roma da Viamaestra, spento il negozio della Bialetti, ha chiuso Paul&Shark e anche la tabaccheria e un bar. Non ha più riaperto Bb fashion, ci sono troppi cartelli con la scritta «Affittasi» attaccati un po’ ovunque, sulle porte e sulle vetrine. Via San Lorenzo non è messa meglio, via Milano resiste, via Migliara fatica, via dei Martiri attende l’apertura di «quella» pasticceria che potrebbe risollevare la situazione. E poi c’è quella panetteria di piazzetta della Lega chiusa per ferie, in realtà in sofferenza per un cantiere (quello del Moderno) che ha cambiato le abitudini del passeggio in centro: non si passa più da via san Lorenzo, si gira in corso Roma. E quel breve tratto – con la tabaccheria, il bar, un negozio di intimo, uno di abbigliamento, il macellaio e, appunto, la panetteria – soffre l’emarginazione.  

ALTRI NEGOZI A RISCHIO  

Ci hanno provato i grillini a portare questo problema in Consiglio comunale: «Le reazioni spontanee raccolte in centro – dicono Michelangelo Serra e Francesco Gentiluomo, che presenteranno un’interpellanza sul tema direttamente al sindaco – ci raccontano di ambulanti dei mercati rionali e commercianti del centro di Alessandria afflitti da una serie di problemi: plateatici troppi cari, servizi carenti, lavori e cantieri che alterano o deviano il flusso di eventuali clienti. Come in piazzetta per l’ex cinema Moderno, lavori che perdurano da più di un anno e la mancanza di notizie e trasparenza da parte dell’amministrazione sulla durata del cantiere crea disagi e ostacola il lavoro quotidiano dei commercianti della zona. Nessuna iniziativa di sostegno ai commercianti da parte dell’amministrazione alessandrina, inesistenti gli aiuti concreti per chi subisce queste difficoltà temporanee». E intanto, si vocifera di altre chiusure «pesanti»: una gioielleria potrebbe lasciare il centro,insieme a un locale e a un’altra boutique.

 

( si ringrazia La Stampa; tutti i diritti sono del proprietario)

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