Abbasso i nuovi smartphone, decolla il mercato dei gadget ricondizionati

Stando ai dati delle società di analisi più accreditate il 2017 non è stato un anno particolarmente buono per gli smartphone, anzi: la crescita di un mercato che per più di un decennio è sembrato inarrestabile è arrivata l’anno scorso a uno stop quasi completo ; il 2018 sarà un anno di lenta ripartenza, ma la crescita a doppia cifra messa a segno dal settore negli anni scorsi rimarrà probabilmente lontana. Sorprendentemente, le cose cambiano semplicemente spostando i riflettori dalle cifre riguardanti i nuovi smartphone smerciati e puntandoli su un settore adiacente: quello dei dispositivi ricondizionati, che secondo un rapporto di Counterpoint Research è al centro di una crescita sostenuta.

 Secondo la società di analisi le vendite di questa categoria di telefoni hanno raggiunto l’anno scorso la ragguardevole cifra di 140 milioni di unità. Il numero ovviamente impallidisce di fronte al totale dei nuovi smartphone che dagli stabilimenti dei produttori sono finiti direttamente nelle mani dei gli utenti, ma se rapportato al risultato dell’anno scorso segna una crescita del 13% e rappresenta il 10% del mercato totale.

Gli analisti di Counterpoint Research aggiungono che la preferenza sempre più marcata da parte dei consumatori per questo tipo di dispositivi può essere messa in correlazione diretta con il deprimente dato sulla crescita dei nuovi dispositivi fatto registrare l’anno scorso. Insomma, si comprano meno gadget nuovi di zecca perché ci si accontenta più tranquillamente di quelli di seconda mano. Quali che siano i motivi — nuovi modelli sempre più costosi e meno innovativi rispetto ai precedenti, o modelli di fascia bassa giudicati troppo scadenti — la tendenza secondo Counterpoint Research è destinata a intaccare ulteriormente le vendite di nuovi dispositivi, motivo per cui la maggior parte dei produttori dovrebbe correre ai ripari.

Al controllo del mercato dei dispositivi ricondizionati infatti troviamo solo due aziende: Apple e Samsung. Il 75% dei dispositivi ricondizionati acquistati ha il logo della mela morsicata o della casa coreana, anche se in questo settore è la casa di Cupertino a dominare sulla rivale. Il merito è di dispositivi il cui valore è percepito come costante nel tempo, ma il dato è anche un monito per chiunque sia intenzionato a continuare a raccogliere il massimo da un mercato ormai quasi saturo: se il grande pubblico inizia a preferire gadget di seconda mano a dispositivi nuovi ma poco affidabili, forse l’era degli smartphone economici ma scadenti è veramente giunta al termine.

( si ringrazia La Stampa; tutti i diritti sono del proprietario)

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