Tutta la verità sull’attentato di Munster

Siamo a #Münster, famosa cittadina turistica della #Germania. Zona affollata di turisti in un caldo pomeriggio primaverile. Dal nulla un furgone Volkswagen piomba sui tavolini fuori da un ristorante, investendo e uccidendo 2 persone di nazionalità tedesca: si tratta di una donna di 51 anni e un uomo di 65. Si registrano una ventina di feriti, di nazionalità tedesca e olandese. L’attentatore si è suicidato immediatamente dopo l’impatto.

 L’attentatore

Jens R. è nato nel 1969 nel Sauerland, dovrebbe avere diversi indirizzi di residenza, e uno dei suoi appartamenti si trova vicino alla scena del crimine. Secondo “Süddeutsche Zeitung”, era negli anni 2014 e 2016 psicologicamente instabile.

L’uomo ha recentemente [VIDEO] tentato il suicidio. Il presunto autore di Münster [VIDEO] era già noto alla polizia per reati minori. Ci sono stati tre casi a Münster e uno ad Arnsberg, ha detto domenica il capo procuratore generale di Münster, Elke Adomeit. I procedimenti legali sono quindi avvenuti negli anni 2015 e 2016 e sono stati tutti interrotti. A quel tempo si trattava di una minaccia, danni alla proprietà, una fuga da incidenti stradali e frodi. “Ma a prima vista, non abbiamo prove di un’attività criminale maggiore da parte del colpevole”, ha detto Adomeit. Si dice che abbia avuto contatti con la scena degli estremisti di destra. Questo sospetto non sembra essersi confermato. Gli investigatori stanno ora indagando se l’accaduto potrebbe essere un cosiddetto “suicidio prolungato” come nel caso del pilota Andreas Lubitz (150 morti) o un atto terroristico di destra come nel caso di Anders Behring Breivik (77 morti).

Esclusa, per ora, l’ipotesi dell’esistenza di altre persone complici dell’attacco.Esclusa la matrice terroristica, la polizia parla di un singolo delinquente, nessun altro sospetto. Si esclude quindi, per ora, che il conducente avesse legami con il terrorismo islamico.

Il furgone

In un comunicato diffuso dalla polizia nella notte tra il 7 e l’8 aprile, la polizia ha riferito di aver trovato nel furgone Volkswagen T5 multivan due armi da fuoco e dei petardi. All’inizio si è ipotizzata la presenza di esplosivi, in quanto si intravedevano fili all’interno dell’abitacolo che potevano essere collegati ad un ordigno, ma in seguito è stata appurata l’assenza di tali ordigni.

Le testimonianze oculari

La testata giornalistica “Bild” riferisce di testimonianze oculari:

  • Un testimone oculare: “Ho sentito un colpo forte e violento e improvvisamente la gente ha urlato “Oh mio dio!”. Tutti correvano. Un minuto dopo c’erano le auto di pattuglia.”
  • Lena – Studentessa (21 anni): “Ero con gli amici in viaggio, volevamo andare all’Aasee. All’improvviso abbiamo visto tanta gente correre e gridare: “Scappate, qualcuno si è schiantato contro la folla, è terribile!” Poi siamo scappati, non abbiamo visto molto, ma avevamo paura che una bomba potesse colpirci o qualcuno spararci contro.”

Triste coincidenza o tragica connessione?

Lo stesso giorno, 7 aprile, esattamente un anno fa, la città svedese di Stoccolma era stata scossa da un simile attacco.

In un atto di terrore, un assassino guidò un camion rubato in una zona pedonale e uccise cinque persone. Molti altri rimasero feriti.

Bombole di gas e benzina nell’appartamento del colpevole

Come ha appreso il giornalista del “Bild” Andreas Wegener, bottiglie di gas e bioetanolo sono state trovate nell’appartamento di Jens R. a Münster. Inoltre nell’appartamento, vicino al luogo dell’attacco, sono stati trovati altri petardi e un fucile d’assalto tipo AK47 reso inutilizzabile.

Münster

Città sede di un’importante università, centro di attrazione turistica e d’arte. Fondata nel 793, ha un flusso di 5 milioni di visitatori l’anno, e la sua università è frequentata da più di 44.000 studenti. Münster si trova nella regione del Nordreno-Vestfalia e ha circa 310.000 abitanti. Centro di scambi commerciali e sede di industrie metalmeccaniche, alimentari, chimiche, tessili e di materiali da costruzione. Nota come la “capitale tedesca della bicicletta” dato che per ogni abitante si registrano mediamente 1,7 biciclette, Muenster, città non molto grande, aveva una maggiore libertà di movimento per i cittadini, in quanto nelle altre zone della Germania si è provveduto in passato ad uno sbarramento, proprio a protezione dei luoghi pubblici più vulnerabili a tali tipologie di attacchi. Una giornata di sole in un centro Europeo di grande attrazione turistica, trasformata in un incubo.

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