Diab Sport Day 2017 Il 7 ottobre in Cittadella

 

Torna, per il secondo anno consecutivo, Diab Sport Day,  la corsa più dolce dell’anno per ascoltare, imparare, sognare e correre verso una vita migliore per i giovani diabetici.

L’evento è promosso ed organizzato dall’Associazione JADA Diabetici Alessandria Junior con il supporto del coordinamento nazionale di tutte le associazioni per i giovani diabetici AGDITALIA, in collaborazione con l’assessorato alle Manifestazioni ed Eventi del Comune di Alessandria che lo ha patrocinato.

La manifestazione che nasce con l’obiettivo di far luce sul diabete giovanile percorrendo un cammino con le istituzioni per combattere la discriminazione, vuole offrire a tutti i partecipanti l’opportunità di riuscire a comprendere meglio le proprie capacità e inclinazioni sportive, in un contesto monumentale particolarmente suggestivo come quello del complesso monumentale della Cittadella di Alessandria.

La giornata inizierà alle 9,50 con le testimonianze degli alpinisti Franco Fontana e Alberto Fiorentini, cui seguiranno gli interventi scientifici e le testimonianze del professor Riccardo Lera,  e dei diabetologi pediatri Ivana Rabbone, Michele Trada, Davide Tinti dell’OIRM Regina Margherita di Torino,  Franco Fontana, diabetologo pediatra e medico del CAI e Gianni Lamenza, presidente di AGD Italia.

Il ciclista Umberto Poli e il rallista Claudio Gotti saranno i testimoni del muoversi su due o quattro ruote; alle 15 Festa di Musica ed Energia con la maratona in Cittadella con pediatra diabetologa e maratoneta olimpionica Catherine Bertone come testimonial.

E’ tutto pronto per questa seconda edizione di Diab sport Day che il mio assessorato ha inteso promuovere convintamente e con entusiasmo per la sua rilevanza non solo sportiva, ma anche e soprattutto sociale – ha commentato l’assessore alle Manifestazioni ed Eventi, Cherima Fteita Firial -. La Cittadella di Alessandria ospiterà i partecipanti e le loro famiglie che potranno fare sport, sensibilizzando l’opinione pubblica ed inducendo alla riflessione. Obiettivo dell’evento, tra gli altri è quello di promuovere uno stile di vita sano facendo attività fisica  ed incentivando la cultura dello sport fin dall’infanzia. Supportare iniziative come queste è molto importante per portare questi temi all’attenzione della comunità ed il supporto delle istituzioni è particolarmente significativo, in tal senso, per includere e costruire una rete fra amministrazione e cittadini”.

L’attività sportiva è fondamentale sia per il benessere della persona sia per la sua ricaduta sociale quando si parla di soggetti affetti da una malattia – ha commentato l’assessore allo Sport, Riccardo Molinari -. Aderiamo, pertanto, con entusiasmo a questa manifestazione convinti che lo sport oltre a garantire un miglior compenso metabolico ai soggetti colpiti da diabete di tipo 1, sia una scelta culturale atta a migliorare la qualità della vita favorendo l’accoglienza di chi si trova in difficoltà”.

Sottolineare l’importanza del rapporto tra diabete, sport ed esercizio fisico rivolgendosi direttamente ai bambini e ragazzi affetti da diabete mellito di tipo 1, coinvolgendo il mondo della scuola, credo che sia il punto di partenza migliore per favorire l’inclusione e sviluppare il senso di comunità – ha concluso l’assessore ai Servizi Educativi e Scolastici, Silvia Straneo –Solo con il dialogo e con la collaborazione si possono ottenere risultati importanti per amore dei nostri giovani e della vita”.

Info e contatti per le iscrizioni:

JADA Associazione Diabetici Junior Onlus

via Venezia 7/9 – 15121, Alessandria

Tel. 333 8430510

E-mail: associazione.jada@gmail.com – diabsportday@email.it

www.associazionejada.org

 

Correre, scalare le montagne, pedalare, pilotare è molto faticoso e gli sportivi lo sanno. Vedere la cima dal basso, il cuore che batte pensando alla bandiera a scacchi, l’emozione e la paura, la fatica della conquista passo dopo passo, senza guardare indietro per la paura di cadere o di perdere la concentrazione. Lo sport è cosi: battito e sudore, dominio e sfida. Superare l’ostacolo, salire insieme, fidarsi l’uno dell’altro, prendersi per mano all’interno della squadra e aiutarsi. Sguardi di intesa e fatica condivisa, andando avanti senza timore.  Quando poi si oltrepassa il traguardo, ci si ferma e ci si volta, ammirare il percorso fatto diventa il momento più bello, un momento che ripaga di tanto sacrificio, di tanta determinazione.

Questo è anche il racconto dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie che ogni giorno con grande forza di volontà conducono una vita  normalissima, ma nessuno conosce quanto costa questa normalità e cosa c’è dietro le quinte. Il diabete di tipo 1, non è il pasto al Mc Donald o la voglia di una fetta di torta, ma sono la bimba di 3 anni che senza piangere si fa pungere il dito, il ragazzo che prima di entrare in campo mangia un panino per non far scendere la glicemia, la ragazza che ha la borsa piena di bustine di zucchero…ben diverso dal diabete tipo 2, di cui sentiamo parlare nel mondo degli adulti, è una malattia su cui regna un’ignoranza ed una disinformazione distruttiva.  Una malattia in cui non esiste una prescrizione o una terapia da seguire per sempre, ma tutto cambia in base all’attimo che stai vivendo, non esistono regole ed è di fondamentale importanza la formazione. Solo attraverso questo viaggio, fatto di salite e discese, momenti di vittoria e altri di dolore, si conquistano indipendenza e autonomia nella gestione della terapia : solo così i giovani diabetici diventano, poco a poco, consapevoli di loro stessi e imparano a conoscere il loro corpo.

Ai nostri figli chiediamo di maneggiare aghi, glucagone, dosi di insulina:  loro rispondono con tanta responsabilità e sacrificio; alle maestre e agli allenatori, il cui ruolo è insegnare ai nostri figli a studiare, ad amare lo sport, a relazionarsi con il mondo esterno e, in futuro, a lavorare, chiediamo solo di comprendere che mentre l’alunno diabetico impara a leggere e a scrivere sta anche imparando a gestire la glicemia e, per questo,  ha bisogno di supporto e sensibilità.

Quello che l’associazione JADA vuole, con la collaborazione del coordinamento nazionale di tutte le associazioni per i giovani diabetici, AGD ITALIA, è fare luce sul diabete giovanile percorrendo un cammino con le istituzioni che liberi dalla discriminazione, un traguardo che accolga chi ha una difficoltà, sapendo che solo la conoscenza salva dall’ignoranza, solo collaborando con empatia e condivisione si può ottenere un risultato per amore dei nostri giovani e della vita. La conoscenza, unita ad un pizzico di sensibilità, risolverebbe i problemi che ci troviamo ad affrontare tutte le volte che facciamo l’iscrizione a scuola, che prenotiamo la mensa, che tesseriamo i nostri bambini alle società sportive. Una conquista per tutti, con tutti e di tutti”.

 

Debora Feroldi

presidente dell’associazione JADA

 

 

Correre, muoversi, saltare, fare sport. Tutti sanno quanto sia importante per i bambini e, perché no, anche per gli adulti, praticare una sana attività motoria. Per chi è affetto da diabete mellito insulinodipendente questo  aspetto della vita, non solo è fondamentale, ma addirittura imprescindibile. Muoversi bene, mangiare bene, avere un buon stile di vita sono gli aspetti che, insieme all’insulina, rappresentano per un diabetico i cardini della sua terapia e della sua salute. Il diabetico lo sa più di ogni altro perché, fin da piccolo, deve mettere in relazione ciascun cardine terapeutico con tutti gli altri fattori in gioco. L’anno scorso Jada e le aziende sanitarie della Provincia di Alessandria hanno riconosciuto ai bambini e ai ragazzi diabetici questa loro capacità consegnandogli, dopo alcuni test brillantemente superati, un passaporto sportivo. Quest’anno questi stessi soggetti faranno di più. Con l’aiuto dei loro medici e di alcuni testimonial, insegneranno ai non diabetici a correre. Pertanto, al mattino, i bambini affetti da diabete metteranno a posto le loro conoscenze ascoltando i consigli tecnici di alcuni diabetologi pediatri su diabete e sport; saranno infatti con loro: Ivana Rabbone, Michela Trada, Davide Tinti dell’OIRM Regina Margherita di Torino e Franco Fontana diabetologo pediatra e medico del CAI. Poi, stimolati dalla presenza di Umberto Poli, ciclista professionista, Alberto Fiorentini, alpinista e Claudio Gotti, pilota, saranno incitati  dal Presidente di AGD Italia, Gianni Lamenza a dire la loro sul campo. Lo faranno ad Alessandria, sabato 7 ottobre, insieme ad un ospite prestigioso, Catherine Bertone, pediatra diabetologa e maratoneta olimpionica. Dietro di lei, insieme, al mio diretto coinvolgimento, dimostreranno a tutti la gioia e la bellezza di correre all’interno degli spazi estremamente suggestivi, offerti dalla Cittadella di Alessandria. Sarà un momento sportivo affascinante ed un modo per far incontrare le realtà sportive  di questa città, con chi vive fin dall’infanzia la condizione di soggetto insulinodipendente. Una sfida che le famiglie di questi ragazzi lanciano al mondo dello sport. Un’occasione per tutti per vivere la nostra città con gioia ed entusiasmo. Vi aspettiamo pertanto. Il vostro interesse per una vita più sana all’aria aperta coincide con le aspettative di questi ragazzi e delle loro famiglie”.

 

Riccardo Lera

Responsabile Ambulatorio Diabetologia Pediatrica

Azienda Ospedaliera S.S. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo

 

Il CONI è parte attiva nella divulgazione di sani stili di vita per la tutela della salute  attraverso la pratica della attività fisica unita ad una corretta alimentazione. Promuove ad ogni livello i valori della  motricità  come efficace strumento che esercita effetti preventivi e terapeutici prevenendo l’insorgere di gravi malattie, di numerose patologie, garantendo vantaggi sia ai cittadini che al sistema sanitario nazionale. Promuove ad ogni livello i valori della  motricità  come efficace strumento che esercita effetti preventivi e terapeutici prevenendo l’insorgere di gravi malattie, di numerose patologie, garantendo vantaggi sia ai cittadini che al sistema sanitario nazionale.

Accertato che l’esercizio fisico è parte integrante del trattamento del diabete mellito, e che vi è una sempre maggior presenza di atleti diabetici praticanti attività fisica e/o sportiva, il CONI e l’A.N.I.A.D. di comune accordo hanno sottoscritto  un protocollo d’intesa per incentivare nei pazienti diabetici “ l’attività fisica e/o sportiva intesa non solo come  mezzo terapeutico, ma anche come elemento di gratificazione del paziente”.

Il CONI  grazie all’ utile collaborazione tra i diabetologi dell’A.N.I.A.D. e i propri specialisti organizza corsi di formazione  per il  personale tecnico CONI  (allenatori/istruttori)  sul diabete e sul ruolo della attività motoria e dello sport, effettua screening gratuiti per la prevenzione del diabete, si fa promotore di iniziative scientifiche e culturali sul rapporto sport-diabete organizzando numerosi convegni e seminari.

La delegazione di Alessandria partecipa con attenzione all’iniziativa promossa dall’ Associazione  JADA impegnata nella promozione di iniziative rivolte alla diffusione di cultura alla salute”.

   Bruna Balossino

Delegato CONI di Alessandria

“Il coinvolgimento del CONI al Diabsportday 2017 rappresenta una preziosa occasione per instaurare una proficua collaborazione con i vari Enti e Società Sportive, allo scopo di  diffondere maggiormente la condizione diabetica, non solo tra gli sportivi praticanti, ma soprattutto  tra gli allenatori, i coach, i trainer, al fine di agevolare la gestione dell’atleta diabetico.

Conoscere per capire che un bambino/ragazzo diabetico ha le stesse potenzialità dei coetanei non diabetici, ma soprattutto per comportarsi in modo corretto in caso di ipoglicemia (più frequente durante lo sport che nella vita di tutti i giorni) o di altri eventi che possono riguardare la condizione diabetica.

Si tratta quindi di programmare interventi  di IN-Formazione che potrebbe essere svolta capillarmente….come? regione per regione? provincia per provincia?

Domande queste a cui dovremmo rispondere e di cui dovremo farci carico come Enti, Associazioni,Medici, per evitare spiacevoli situazioni in cui i nostri ragazzi si vedono emarginati o addirittura rifiutati dallo svolgere attività sportiva.Altresì penso sia utile considerare le molteplici circostanze cui un atleta diabetico debba sottoporsi prima di ottenere una idoneità alla attività sportiva agonistica, e quale occasione migliore per discuterne se non lo Diabsportday, avendo l’opportunità di confrontarci con atleti diabetici di fama nazionale. Esiste infatti, ancora molta confusione a riguardo, relativamente anche alla terapia insulinica che non deve rappresentare causa ostativa alla concessione della idoneità agonistica, considerando gli esempi di atleti diabetici detentori di primati olimpici nelle più disparate discipline sportive”.

 

 

Franco Fontana

                           Diabetologo pediatra Medico – Medico pediatra del CAI

Ultima attività dell’account: 14 minuti faDettagliSalvataggio in corso…”Dal 2009 c’è un papà che corre anche nelle ore più strane perché le giornate sono piene e complicate. Ha iniziato a correre insieme ad alcuni amici perché la strada assorbiva tutti i suoi pensieri, dopo che suo figlio, a causa di una tragica catena di eventi iniziati con una diagnosi non tempestiva di diabete di tipo 1, aveva sfiorato la morte, salvandosi sulla linea di confine con la vita restando purtroppo portatore di esiti sfavorevoli che lo seguiranno per sempre.

Sul suo libro “La forza che ho dentro” è narrata la tragica vicenda.

Iacopo Ortolani da tanto tempo non corre più da solo, ma insieme a tante persone munite di bandiere su cui spicca un cuore rosso e delle parole che richiamano alla conoscenza del diabete di tipo 1. Perché non accada mai più a nessuno quello che è accaduto a suo figlio, perché si faccia informazione fra la gente sul diabete di tipo 1.

Queste persone hanno dato vita a Weloveinsulina Team, un’associazione sportiva dilettantistica fatta da persone normali, con e senza diabete, che portano avanti questa missione a colpi d’amore, di cuore in cuore, di sorriso in sorriso. Un luogo di incontro, fisico e dell’anima, aperto a chiunque, in particolare a chi vive la quotidianità di questa patologia. Un luogo pensato per far fronte in maniera positiva all’evento traumatico che ha investito le famiglie, per riorganizzare positivamente le proprie vite di fronte alle difficoltà quotidiane e ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Weloveinsulina è divertirsi, fare sport, portando al contempo un messaggio di sensibilizzazione sociale“.

Team Weloveinsulina

 

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